...Hair...

New York. Baltimore Theatre. Il 28 aprile 1968 si tenne la prima ufficiale di “Hair”. Scritto da James Radio e Gerome Ragni, con musiche di Galt MacDermot, Hair racconta dei tempi che cambiavano radicalmente, affrontando temi come il pacifismo, la liberazione sessuale, le droghe: poco più di quarant’anni fa, Hair lasciava New York per conquistare il mondo, e forse anche per cambiarlo. Si apriva con parole che invocavano chiarissime la certezza, la fiducia nel momento in cui esisterà la pace: «...allora la pace guiderà i pianeti e l'amore guiderà le stelle. Sarà l'alba dell'era dell'Aquario, Aquarius...».
Al debutto finì in tribunale perché «offendeva», turbava il comune senso del pudore, con i ballerini maschi e femmine, bianchi e neri, nudi in scena; venne invocata la censura per canzoni che parlavano testuali di sodomia e masturbazione; fìniti sotto accusa per «oltraggio alla nazione; scandalizzava soprattutto perché nessuno dei protagonisti considerava giusto o glorioso lasciare tutto e partire per andare laggiù, ad uccidere e a farsi uccidere.
Esattamente 40 anni dopo, Hair, torna a Central Park, a New York, dove il musical è ambientato.
Forse gli autori non potevano saperlo o immaginarlo che l'opera da loro creata sarebbe diventata la colonna sonora (e forse anche qualcosa di più) della generazione dei ribelli degli anni Settanta.


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